Protezione Civile

Protezione Civile

Storia e finalità del gruppo

 

 
Il  gruppo nasce nel 1981, insieme all’Associazione, con specifiche funzioni di soccorso sanitario in caso di emergenze territoriali o nazionali.

Inizialmente erano alcuni volontari, che oltre ai servizi si mettevano a disposizione per prepararsi in caso di eventi, avendo a disposizione una dotazione minima di mezzi e strutture ma con tanta voglia di fare. Coi i primi fondi dati dalla Protezione Civile Nazionale, (Fondi Zamberletti) vengono acquistati una Jeep Fiat Campagnola, due tende, dei generatori, una Roulotte, e vestiario specifico. Con il tempo, l’impegno e l’entusiasmo il gruppo aumenta oltre che di numero anche di professionalità, grazie alle esercitazioni e ai corsi.

Ad oggi il gruppo interno di Protezione Civile vanta circa 40 Volontari addestrati alle più svariate mansioni, altrettanti volontari disponibili con solo addestramento sanitario sui mezzi d’emergenza.

La preparazione dei volontari che fanno parte del gruppo di Protezione Civile viene seguita direttamente all’interno, con corsi sanitari, esercitazioni, e corsi specifici di settore. Ad oggi l’associazione vanta delle strutture di primo intervento innovative con un mezzo specifico per l’allestimento di un PMA “Posto Medico Avanzato”, di primo livello, e sistemi di comunicazione radio per i gruppi che lo gestiscono. Negli anni il gruppo è intervenuto in diverse occasioni sia a livello Nazione che internazionale.

1992 – In occasione della nascita del 118 Provinciale viene svolta la prima grande esercitazione, a carattere inter-Provinciale, con la partecipazione di 30 associazioni di diverso carattere sociale ed operativo.

1994 – L’alluvione che sconvolge il Piemonte e l’Emilia Romagna, fa sì che l’associazione si mobiliti fin da subito per portare aiuto alle popolazioni colpite nella bassa Reggiana. Con l’aiuto   della cittadinanza vengono raccolti generi di prima necessità quali coperte, vestiario e viveri, che i volontari controllano, stoccano e   consegnano direttamente alla popolazione grazie al coordinamento della Prefettura di Reggio Emilia. I nostri volontari sono rimasti impegnati per 20 giorni nelle zone rivierasche del Po in Provincia di Reggio Emilia.

1996 – Il terremoto nel Reggiano: i volontari vanno in supporto ad altre associazioni nel comune di Bagnolo in Piano nella provincia di Reggio Emilia, per allestire un punto di accoglienza per i cittadini sfollati.

1998 – Il terremoto che colpisce Marche e Umbria: la nostra Associazione,  insieme ad altre consorelle, parte con un primo gruppo di 8 volontari alla volta di Nocera Umbra. In tutto saranno impiegati 16 volontari dell’Associazione.

1999 – Intervento in Albania presso il Campo delle Regioni di Kukes 2 per la Missione Arcobaleno.

2000 – La nostra Associazione viene chiamata ad intervenire per assistenza alle popolazioni, nei comuni rivieraschi del Po per il pericolo di esondazione.

2002 – Sempre nei comuni rivieraschi del Po a pericolo esondazione, in questa occasione, insieme ad altre conserelle saremo impiegati nell’evacuazione dell’ospedale nel comune di Guastalla.

2005 – La morte del Santo Padre, Giovanni Paolo II  e la difficoltosa gestione dell’enorme numero di pellegrini, ci vede impiegati con 8 volontari al campo di Tor Vergata per assistenza alle migliaia di persone che volevano partecipare alle esequie e un coordinatore per gestire i mezzi presso la centrale operativa.

2006 – In occasione del 25° anniversario della fondazione viene organizzata un’esercitazione a livello Provinciale con tutte le consorelle ANPAS. Viene fatta la prima simulazione di Maxi-evento con la partecipazione della Centrale Operativa 118 di Reggio Emilia.

2009 – A seguito del terremoto che ha colpito l’Abruzzo, siamo intervenuti per tutta la durata dell’emergenza, già il 7 Aprile eravamo al campo di “Villa Sant’Angelo (AQ)” con un mezzo sanitario e qualche giorno dopo con un coordinatore Regionale. I nostri volontari si sono alternati per lungo tempo instancabilmente, fino alla chiusura del campo il 2 Novembre dello stesso anno.

2012 – Terremoto in Emilia ci vede impegnati già dalle prime ore del mattino del 20 Maggio, con squadre e mezzi, nell’evacuazione di un ospedale, nella provincia di Modena, con mezzi sanitari e trasporto disabili. Il 29 maggio dopo la seconda scossa di terremoto, ci viene chiesto di allestire la nostra struttura PMA all’ospedale di Carpi divenuto inagibile. Nelle nostre strutture trova ospitalità, nelle primissime fasi dell’emergenza il pronto soccorso,  fino all’arrivo di una struttura più adeguata che rimarrà istallata per diverse settimane.


 

Le attrezzature

 

Il gruppo interno di Protezione Civile si è adoperato per trasformare un pulmino trasporto Disabili denominato A16 in un mezzo attrezzato per attività di Protezione Civile. Il mezzo è stato rinominato Unità Mobile di Prossimità – Maxiemergenza A16.

L’impostazione e la configurazione che si è voluta dare al mezzo è di tipo polifunzionale: unità di trasporto materiale per eventi maggiori o Maxiemergenze, per attività del gruppo di Protezione Civile, per attività dell’associazione quali  allestimenti di fiere o manifestazioni varie.

Al suo interno nel vano posteriore vi si trovano:

  • 2 tende pneumatiche a montaggio rapido con relativi accessori per il gonfiarle, allestirle e fissarle. Le due tende sono posizionate su un carrellino da trasporto per agevolarne il carico e scarico;
  • 10 brandine a montaggio rapido, da utilizzare all’interno delle tende;
  • 4 zaini triage da utilizzare in caso di Maxiemergenza o cerca persone scomparse;
  • 1 zaino di primo soccorso sanitario;
  • 1 defibrillatore semi automatico;
  • 5 barelle spinali complete di accessori di immobilizzazione;
  • 1 kit luci per le tende, comprensivo dei cablaggi elettrici, il tutto ad alta sicurezza e conforme alle leggi vigenti;
  • 2 radio da campo trasportatili per dare la possibilità, al personale delle tende, di comunicare in caso di necessità con gli organi competenti;
  • 1 generatore da 2 kW/h, per rendere autonomo il mezzo nel caso sia impossibile allacciarsi alla rete elettrica;
  • 1 casetta attrezzi multiuso;
  • 1 gazebo con loghi dell’associazione;
  • accessori vari di sicurezza tra cui estintori, kit da scasso e torce elettriche.

Nel vano centrale è stata creata una penisola adibita a ufficio con tavolo a scomparsa e poltrone polifunzionali utilizzabili anche per il viaggio, vi è stata montata una radio fissa per poter gestire un intervento dall’interno del mezzo e un impianto elettrico per il collegamento di pc o altro e di 10 radio portatili;

Inoltre, all’interno del mezzo, sono stati ricavati dei vani porta oggetti e cancelleria è stata data una nuova veste grafica esterna, in linea agli altri mezzi ma a riconoscimento immediato.


 

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